L’unità dei cristiani e la Chiesa ortodossa russa

Ho già detto del fastidio con il quale sarei andato all’incontro di preghiera nella chiesa di San Zan Degolà, ma poi sono sopraggiunte alcune inquietanti domande che mi hanno indotto a disertare del tutto quella liturgia.
Quale livello di schizofrenia avrei dovuto raggiungere per poter pregare tranquillamente per l’unità dei cristiani assieme ai fedeli di una Chiesa che benedice la guerra tra uno Stato che si autodefinisce cristiano e un altro altrettanto cristiano? Come è possibile pregare per l’unità quando ci si sbrana ferocemente tra fratelli con la benedizione di una Chiesa cristiana? Quale Dio si prega quando Dio non è più lo stesso per tutti e al di sopra di tutti, ma viene arruolato da una fazione e nel suo nome si producono morte, distruzione e dolore con efferata spietatezza per poter procurare il maggior danno possibile ad una popolazione inerme e incolpevole? Come è possibile non avvertire che Cristo viene dilaniato, vilipeso, totalmente negato nella sua più essenziale natura? Che ne è di quell’amore universale che dovremmo tutti praticare per poterci chiamare cristiani? Come è possibile far finta di niente, voltarsi dall’altra parte e pregare con serenità e in unità di fronte a fratture così eclatanti e dirompenti? Certo, tutto questo significa, ancora una volta, che è necessario intensificare sempre più le preghiere perchè cessi lo scandolo della divisione dei cristiani. Ma, nello specifico, la domanda è : come possiamo dialogare con i fratelli ortodossi russi e pregare insieme mentre loro continuano a benedire la guerra? Io, con i miei limiti, non sono ancora capace di darmi una risposta e per questo, con molto rammarico, sono rimasto a casa.

Lucio Malfi