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Il Vangelo della domenica

Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 13,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all'improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Parola del Signore

VEGLIATE DUNQUE!
La prima Domenica del tempo d’Avvento, intona tutto l’Anno Liturgico, coma la chiave di uno spartito musicale, offrendoci l’atteggiamento fondamentale con cui va vissuta tutta l’esperienza. L’Anno Liturgico è il ritmo vitale della vita del cristiano, come il battito del cuore o il ritmo del respiro lo è per il corpo. Nel Battesimo noi siamo stati innestati in Cristo, come un tralcio nella vite, la vita cristiana è vita in Cristo. Solo questo rimanere in Cristo permette alla vita nata dal Battesimo di sussistere, crescere e maturare. Nell’Anno Liturgico lo Spirito Santo ci conduce attraverso tutti gli eventi della vita di Cristo, dalla nascita alla resurrezione, i singoli momenti dell’esistenza umana di Gesù ci vengono donati, uno ad uno, pur essendo un unico grande evento, per rispettare la crescita graduale della nostra umanità.
La persona adorabile di Gesù diventa così, di anno in anno, sempre più famigliare alla nostra esperienza umana e cresce con noi e in noi, di giorno in giorno, finché il nostro rapporto con lui raggiungere la sua pienezza e la mia vita e quella di Gesù diventato una sola vita, io vivo in lui e lui vive in me. “Non sono più io che vivo ma Cristo vive in me.” Gal 2,20
Questa esperienza straordinaria, ogni anno, viene offerta alla nostra libertà e si attua in noi nella misura in cui facciamo nostro l’appello della prima Domenica di Avvento: “Vegliate!”
La vigilanza, infatti, è l’atteggiamento fondamentale di chi attende qualcuno, di chi da valore al tempo e non si lascia sorprendere dagli eventi che accadono.
La Liturgia della Parola di questa prima Domenica dell’Anno Liturgico, apre il Vangelo di Marco e proclama le parole di Gesù, tratte dal suo ultimo insegnamento, dove egli prepara i discepoli a vivere il tempo che verrà dopo la sua Pasqua, il tempo della Chiesa, il nostro tempo, il tempo che ci separa dalla sua ultima venuta nella gloria. La prima preoccupazione di Gesù è che non viviamo questo tempo addormentati, lasciandoci assorbire delle cose da fare, stordire dalle preoccupazioni della vita o ingannare dalle ricchezze. Addormentarsi significa non attendere più nessuno, distogliendo lo sguardo dall’orizzonte, guardare solo la terra, la punta dei nostri piedi. Chi non attende più nessuno non è in grado di cogliere i segni del suo avvicinarsi, il suono dei suoi passi, il tono della voce, in questo modo colui che viene diventa il grande assente e quando ci sarà l’incontro sorprenderà come un ladro. Il fatto di non sapere quando è il momento del suo ritorno nella gloria, per chi non cede al sonno, diventa stimolo per un impegno costante a vegliare, perché ogni istante della nostra vita divenga un possibile incontro con lui. Questa vigilanza, obiettivo di ogni Anno Liturgico, fa tendere verso il Signore Gesù tutta la nostra vita, come la corda di un arco, rendendoci sensibili ai suoi gesti e alle sue parole, che diventano così esperienza personale e dialogo con lui. L’esempio che Gesù fa dell’uomo che parte e lascia la sua casa in custodia ai suoi servi, dando a ciascuno un compito, diventa così l’impegno personale di ogni battezzato, di custodire la comunità cristiana e farla crescere, mediante l’amore vicendevole e il servizio ad ogni uomo, come luogo nel quale egli oggi si rende presente nel mondo mediante il suo corpo che è la Chiesa, continuando così a manifestare l’amore del Padre ad ogni creatura. Noi non sappiamo quando il Signore tornerà, in quale ora del giorno verrà, in quale momento della nostra vita si manifesterà, per questo dobbiamo rimanere vigilanti e non addormentarci, sapendo che questo atteggiamento porta frutto nel presente e riempie i nostri giorni di una grande speranza, così che nemmeno un istante del nostro tempo andrà perduto. Passando la vita a passare nella vita di Cristo, come ci ricorda San Benedetto, noi sapremo cogliere i segni del suo farsi vicino, del suo stare alla porta del nostro cuore, così da aprirgli subito appena bussa.
Facciamo nostro, in questo tempo di Avvento, il grido della Chiesa, la Sposa che, insieme allo Spirito, invoca: «Vieni, Signore Gesù!»
Don Paolo
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